le torte di mammalara

Ho sempre considerato di primaria importanza lo stare a tavola e fare le solite quattro chiacchiere, tanto da lasciare il tavolo della cucina sempre con la tovaglia stesa,così nel tempo, la cucina e il nostro tavolo si sono trasformati nel salotto delle chiacchiere.

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sabato, marzo 20, 2004
 

 

Credevo fossero le ultime ……….

 

ho gia comprato altri 4 kg. di cioccolata

 

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Ho fatto le ultime uova

 

Sono le ultime in fondo .

 

Si stanno riposando

 

 

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lunedì, marzo 08, 2004
 

 

   Rose di glassa fondente

    Procedimento:
Questi fiori sono facilissimi da fare.

Prima di tutto, preparo la la glassa fondente a freddo perchè quella a caldo mi sembra molto difficile da fare: metto 60 gr. di acqua in un tegamino, aggiungo 30 gr. di colla di pesce e la lascio ammollare.

Poi la sciolgo a bagno maria; una volta sciolta aggiungo 100 gr. di glucosio liquido e sciolgo anche quello.

Poi aggiungo il colorante alimentare ed infine fuori dal fuoco aggiungo anche un cucchiaio colmo di burro solido ( non sciolto).

A questo punto la ricetta dice di aggiungere 900 gr. di zucchero a velo setacciato ma io ne metto circa 750 gr. a volte un po' meno a volte un po' di più a secondo dell'umidità dello zucchero , la lascio riposare mezzora in un sacchetto di nylon ben chiuso poi inizio a fare i fiori.

 Inizio con il bocciolo facendo una specie di pera molto piccola poi faccio il primo petalo tirando con il mattarellino una pallina fino a farla diventare o tonda o di forma ellittica attaccando alla base del bocciolo la parte più grande poi tenendo il petalo appoggiato all'indice ripiegare il bordo del petalo alla sommità. Fare l'altro petalo attaccandolo sovrapponendolo in parte a quello precedente.

 

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sabato, marzo 06, 2004
 

Ho inserito due nuove torte al cioccolato .

Lo so che sono un po cariche di decorazioni , ma di solito gli ospiti se le  litigano .

Con queste torte non avevo sicuramente questo problema .

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giovedì, marzo 04, 2004
 

 

                 I MIEI PINZINI

 

Prima di iniziare a fare i pinzini bisogna fare alcune precisazione e quando dico i miei pinzini mi riferisco alla mia esecuzione .

 

Dobbiamo tener conto che se diamo gli stessi ingredienti a persone diverse il risultato del prodotto finale è

sicuramente diverso .

 

La ricetta dei miei pinzini è una ricetta che mi ha dato una signora di Modena 32 anni fa e provenendo da Modena niente non è che la ricetta del gnocco fritto modenese .

 

INGREDIENTI:

 

kg. 1 di farina di grano tenero oo

hg. 600 circa di latte intero fresco

gr. 30 di sale

strutto per friggere

 

La quantità del latte potrebbe variare a secondo dell’umidità della farina e dell’aria , quindi niente paura aggiungete latte nella quantità necessaria a formare un impasto compatto ma non duro , insomma che si possa stendere bene sia con il mattarello che con la macchina per tirare la sfoglia .

 

Lo strutto per friggere bisogna che sia proprio buono, io uso un prodotto di ottima qualità , quello per esempio quello che mi da mia sorella Iva pur essendo prodotto dal lardo del maiale che alleva lei con prodotti ottimi , è perfetto per fare il pane, ma se lo usassi per friggere rovinerei tutto .

Io uso lo strutto di marca Casa Modena.

 

Dopo aver formato l’impasto bisognerebbe essere in due uno che stende i pinzini e uno che li frigge .

 

IMPASTIAMO

 

prima di impastare tenere tutti gli ingredienti a temperatura ambiente per circa 6 o 7 ore. Mettiamo la farina o su una spianatoia o in una grande terrina, la farina deve essere setacciata almeno due volte .

 

Aggiungiamo il sale e mescoliamo .

 

Un po’ alla volta vuotiamo nella farina tutto il latte , se vediamo che l’impasto diventa troppo duro aggiungiamo ancora latte .

 

A questo punto dobbiamo impastare il panetto con le mani , fino a rendere l’impasto morbidissimo al tatto .

 

Coprirlo con una pellicola trasparente e lasciarlo riposare per circa 30 minuti.

 

Mentre uno stende la pasta fino a formare dei quadrati di circa dieci cm. per lato e dello spessore di circa 3 millimetri , l’altro deve iniziare a preparare la fase friggitura .

In un tegame a bordi alti e non molto largo (cm. 24 di diametro va più che bene ), andiamo a mettere lo strutto (per un tegame di questa misura servono almeno kg. 1,250 di strutto), portarlo ad una temperatura necessaria per friggere a fuoco moderato e mantenerlo per tutto il tempo che si frigge .

 

Ci accorgiamo che la temperatura è giusta, immergendo un pezzo di pasta stesa nello strutto se comincia subito a friggere possiamo iniziare.

 

Per friggere dobbiamo fare molta attenzione al modo perché è qui che sta il trucco .

 

Allora primo prepariamo due forchette e un piatto dove appoggiarle mettiamole vicine a noi ci serviranno per girare e togliere il pinzino poi , prendiamo il pinzino con le due mani e facendo molta attenzione immergerlo in senso verticale nello strutto come se venisse tuffato .

 

A questo punto si prende la forchetta e bisogna tenere premuto sul dorso del pinzino per tenerlo immerso completamente nello strutto , si noterà che quasi immediatamente inizierà a gonfiarsi quasi a diventare una palla , ora fare bene attenzione: interrompere la pressione esercitata con la forchetta e controllare, perché la prima parte che frigge è sempre la più sottile e diventa dorata in pochi secondi.

 

A questo punto con la forchetta facciamo leva da sotto il pinzino e giriamolo , niente paura siccome la parte sopra e più spessa vedrete che il pinzino sembra darvi una mano .

 

Questo lato dobbiamo lasciarlo friggere per un po’ più di tempo controllando sempre che non superi una leggera doratura .

 

Ora prendiamo le due forchette e abbracciamo da sotto il pinzino e adagiamolo sulla carta assorbente .

 

Fare molta attenzione a non bucare mai con la punta della forchetta la superficie del pinzino perché rimanendo intatta assorbe pochissimo grasso .

 

Va consumato appena fritto con affettati di tutti i tipi .

 

Se le quantità non sono esagerate può farcela anche una persona da sola ma siccome lo spirito dei pinzini è quello di consumarli in compagnia per prolungare la gioia facciamoli anche in compagnia , alla fine sono certa che diventano anche più buoni .

 

mamma lara

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Torta di S.Antonio