le torte di mammalara

Ho sempre considerato di primaria importanza lo stare a tavola e fare le solite quattro chiacchiere, tanto da lasciare il tavolo della cucina sempre con la tovaglia stesa,così nel tempo, la cucina e il nostro tavolo si sono trasformati nel salotto delle chiacchiere.

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sabato, agosto 12, 2006
 

Torta di Biancaneve e i sette nani

La foto è in fondo pagina.

Ho scritto la storia della torta fatta per il secondo compleanno della mia nipotina Emma, come avrete notato il primo post qui sotto è da leggere per secondo.

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Ed eccomi al venerdì, giorno prima della festa, devo preparare i pan di spagna.

Per uno solo dei pan di spagna ho usato 8 uova di peso medio, 240 grammi di zucchero, 200 grammi di farina 00, un pizzico di sale.

Non ho usato aromi perché dovrò bagnarlo con la bagna al limone.

Mi raccomando di lavare benissimo le uova e tenere tutti gli ingredienti a temperatura ambiente, dico tutti gli ingredienti perché io tengo in frigo pure la farina.

Preparare la farina setacciata per ben tre volte, la farina setacciata incamera aria e renderà l’impasto più “leggero”

Imburrare la teglia rigorosamente di alluminio, io ne ho usato una rettangolare perché era la forma che mi serviva, dopo averla imburrata aiutandomi con un pennellino, l’ho messa in frigo fino all’utilizzo.

Procedimento:

Se non si possiede una impastatrice che abbia una frusta per montare, si possono usare anche le fruste elettriche.

Si mettono nell’impastatrice o in una terrina le uova con lo zucchero e il sale, poi si inizia a sbattere fino a che l’impasto non aumenta il volume di quasi 4 volte, ma vi accorgerete che avrà raggiunto la giusta preparazione quando sarà diventato di un colore giallo pallido, si può pure sollevare con un cucchiaio un po’ di impasto, lasciandolo ricadere, se non affonda si devono formare delle scritte leggibili per un po’ di tempo, vuol dire che è pronto, di solito per raggiungere la giusta consistenza, lo faccio sbattere per circa 25 minuti.

Ora, aiutandosi con un setaccio, versare la farina nell’impasto un po’ alla volta e con la mano tenendo le dita ad uncino cercare di fare inglobare tutta la farina. Il movimento deve essere in senso circolare e dal basso verso l’alto, così facendo non si smontano le uova.

Tiro fuori la teglia dal frigo e la infarino per bene, lasciando poi ricadere la farina in eccesso capovolgendo la teglia sul lavandino.

Vuoto l’impasto nella teglia e la metto in forno a 170 gradi per circa 35 minuti, controllare la cottura perché non tutti i forni hanno la stessa temperatura, ma ci si accorgerà che il pan di spagna è cotto perché la torta si stacca dai bordi, io sono solita aprire lo sportello del forno di circa 10 cm. e lascio continuare la cottura per altri 10 minuti.

La capovolgo su di una specie di graticola per farla raffreddare poi la metto da parte perché ne devo fare altre 3 di queste torte di pan di spagna.

Finito le torte, organizzo tutto il materiale che mi servirà per l’assemblaggio della torta.

Faccio la conta di tutto, tasche da pasticcere, coloranti, beccucci per decorazioni, e tutte le figurine che avevo fatto precedentemente.

Mi accorgo che mancano le mele avvelenate e quindi in fretta e furia ho fatto pure un cestino di mele belle rosse, La torta è già formata nella mia mente, quindi non faccio fatica a recuperare tutto quello che mi serve, mi accorgo che il tutto occupa un tavolo intero.

La mattina del sabato di buon ora inizio adagiando il tagliere che di solito uso per le torte grandi della misura di cm. 75 x cm. 60, su di un tavolino girevole e mi metto all’opera, mi aspettano tante ore di lavoro e tanta gioia nel farlo.

Metto i pan di spagna sul tagliere, taglio un po’ i bordi poi li divido in due nel senso orizzontale per poterli farcire.

Prima però preparo la bagna con un litro di acqua, 3 ettogrammi di zucchero e la buccia di tre limoni, limoni che gentilmente il signor Urso (papà del mitico Tullio proprietario dell’omonimo B&B di Avola (Sicilia)) mi regalò prima di partire dopo l’indimenticabile soggiorno nel loro B&B “Villa Urso”., pensate che ne ho ancora in frigo che si conservano perfettamente da più di 2 mesi. Faccio bollire gli ingredienti per circa 5 minuti, la lascio raffreddare,  poi la spennello sulla parte bassa della torta, la parte alta l’ho messa sul tavolo in attesa di farcire la torta.

Li farcisco con crema ganache fatta con 1200 grammi di cioccolato bianco di primissima qualità tagliato a pezzettini e messo in un tegame con un litro di panna da montare fresca, metto il tegame a bagno maria e lascio sciogliere il cioccolato, mescolo bene poi lo metto da parte fino a che non si raffredda, una volta raffreddato lo metto in frigo per circa 2 ore e poi con le fruste elettriche la monto adagio adagio fino a che non diventa come una mousse. E’ pronta.

Metto la crema in una tasca da pasticcere e la stendo su tutta la superficie della torta, metto la parte sopra dei pan di spagna poi spennello con la bagna tutta la superficie.

E’ il momento che più mi preoccupava, devo fare la copertura con lo zucchero fondente (la ricetta è nel post sotto), ma vorrei che fosse un solo “telo” quello che andrà a ricoprire la torta, quindi mi serve una sfoglia di zucchero fondente della misura di circa cm. 80 x cm. 65, questa glassa fondente, è utile perchè diventa come una stoffa sulla quale si può lavorare senza la paura che la torta sotto subisca traumi, poi è impermeabile.

Mi metto all’opera con un po’ di timore, ma dopo una tirata di sfoglia come se stessi facendo le tagliatelle il mio “telo” è arrivato alla giusta misura, non senza difficoltà, perché lo zucchero fondente è un po’ più brigoso delle uova impastate con la farina.

Fatto questo l’adagio sulla torta e l’accarezzo come se fosse una cosa preziosa, servono queste carezze, perché senti le imperfezioni del piano torta e le puoi sistemare con qualche pressione nei punti giusti.

Fine delle preoccupazioni, ora la strada è tutta in discesa.

Il disegno di come predisporre le figurine era già nella mia mente da tempo e quindi ho affidato le mani alla mente e loro andavano sicure di essere in buone “mani”.

Ho fatto il fiume, mi piace mettere un fiume nelle torte che faccio, mi sembra di buon auspicio, il fiume ha una sorgente e la sua acqua non è mai ferma, passa e raccoglie i pensieri e i cuori di chi glieli affida.

Non riesco a mettere lo steccato intorno alla casetta, perché toglierebbe troppo spazio, allora faccio un piccolo recinto per i maialini, adagio gli alberelli e li incollo con la glassa di zucchero e chiara d’uovo (la ricetta è sempre nel post sotto).

Con la stessa glassa incollo tutto il resto delle figurine, dai nani ai fiori, compreso il pozzo e il cestino di mele vicino a Biancaneve.

Se avete notato la mia Biancaneve ha il vestito pieno di farfalle e ne tiene pure una in mano, ad Emma piacciono molto le farfalle, e queste mi ricordano l’amica “Colfavore” che pur essendo lei la fata delle farfalle, scrive favole come se fosse nella realtà la fata delle favole, era questa la mia idea quando ho fatto le farfalle, la mia Biancaneve sarebbe stata come la carissima “Colfavore” la fata delle farfalle

Il bordo della torta è decorato con glassa al burro, questa glassa tiene bene anche fuori dal frigo per un intero giorno, per farla servono 450 grammi di zucchero a velo, 240 grammi di burro a temperatura ambiente e un cucchiaio di panna da montare per dolci, ho frustato per 5 minuti ed è pronta, la metto nella tasca da pasticcere con il beccuccio adatto e decoro tutto il perimetro.

Alle 14,30 la torta è finita, faccio le foto e mi siedo a riposare per far calare la tensione.

Ad Emma è piaciuta la torta, abbiamo tenuto Biancaneve (che lei chiama Veve) e ogni tanto ci gioca, solo che la povera “Veve” è delicata e già risente dei giochi alla quale (suo malgrado) deve partecipare, pazienza, ho sussurrato in un orecchio a “veve” che se Emma le distrugge il vestito le farò un vestito ancora più bello.

 

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Torta di S.Antonio